Un po di poesia popolare
Paco D’Alcatraz "Mutande" http://www.youtube.com/watch?v=N1yNZ4VNuOQ
Un po di poesia popolare
Paco D’Alcatraz "Mutande" http://www.youtube.com/watch?v=N1yNZ4VNuOQ
Non ostante la decisa ammonizione del Fratellino avevo voglia di perdermi in una mostra d’arte, da sola, mischiarmi tra le scolaresche, data la mia figura bassa e grassottella da studentessa sfigata degli ultimi anni del liceo, porre utili ed intelligenti domande ai professori abbandonati a naufragare nella loro cultura contornata di squilli di cellulari e nuove suonerie e stacchetti mimicovelinici. Sono uscita dalla mostra con una sensazione di insoddisfazione: insomma, abbiamo visto del puntinismo e la meravigliosa morte danzante di Sachs, tutti quadri appartenenti all’eclettica collezione olandese, e poi abbiamo capito come il Van Gogh si è approcciato alla pittura, con matita, talvolta biro e carboncino, facendo e disfacendo vecchi e vecchie, levatrici, paesaggi, alcuni meravigliosi come sui mulini di…, e poi si passa improvvisamente alla densità del colore degli ultimi periodi. ai grumi di colore puro accostato un mucchietto sull’altro tanto da rendere tridimensionale e pulsante la tela.
passaggio un po’ ardito ma d’altra parte senza i cipressi, l’autoritratto, il giardino fiorito del manicomio, gli organizzatori della mostra sarebbero riusciti a fare il tutto esaurito?
a proposito dei cipressi, e analogamente dei covoni e del cielo stellato, un anonimo commentava come tutta la stesura della massa oleosa fosse circolare spiraleggiante e opprimente, quasi un chiudersi nello stesso pensiero ossessivo che lo porterà al suicidio. Eppure la spirale si richiude e si riapre. Perchè avrà scelto quella la direzione?
per ora mi godo le sue lettere dalla luce, dai colori del mediterraneo, dal pulsare di vita della francia del sud. e forse ne trascriverò i passi più belli.