La mamma è sempre la mamma, ma a Natale un po’ di più.
In occasione delle festività, di qualunque natura, civile, religiosa o semplicemente il ritorno a casa dei figliuoli dispersi per il mondo, si programma il lavoro, la sua attività principale essendo il dare la vita e in caso di figli vivi e autonomi, farli ingrassare in modo che accumulino sufficienti scorte adipose per resistere nel difficile mondo moderno. Nelle settimane precedenti l’evento telefona ripetutamente per informarsi se torni a casa per natale, e se mangi e cosa e quanto. interseca accuratamente le risposte di tutti i componenti della famiglia, delle preferenze di eventuali componenti aggiunti o passeggeri che in quanto ospiti vanno trattati con particolare riguardo. sempre domande indirette, piene di dubbi, chiedendo suggerimenti, farneticando soluzioni fantasiose, ma quasi mai poco elaborate. Il suo cervello macchina come un frullatore e per non perdere l’ispirazione prende appunti su qualche foglietto unto e infarinato che poi ritrovi cercando un qualche ammenicolo di decorazione della tavola. Scopri così che a tua insaputa ha programmato non solo il pranzo di natale, ma un intera settimana di pranzi e cene, spesso con più vivande o con bis/tris. A nulla vale coordinare la task-force dei fratelli più influenti per limitare, arginare questa tracotanza culinaria, tanto meno insistere che non si affatichi. Affermare che una semplice pasta al pomodoro andrebbe più che bene equivale ad una staffilata alle spalle, offesa che la madre sopporta pazientemente mostrando al più una debole, stanca smorfia di disgusto per tanta pochezza.

il pranzo con ospiti sconosciuti è tutto un "ne vuole ancora" "ne prenda un altro poco" "ma si figuri" "grazie, è delizioso"

ecco, se c’è una parola che non sopporto è proprio l’aggettivo "delizioso" col suo bagliore di tulle rosa e di casa di bambole pulite e profumate, di un te delle cinque con signore di buona famiglia (che mai e poi mai nominerebbero un genitale maschile nelle loro conversazioni, figuriamoci tutti i suoi annessi e connessi), di buffet immangiabili e aperitivi noiosi, di pasticceria di classe in cui il maitre ha ciccato la glassa rendendola disgustosament dolce. In questo effluvio iperglicemico ti chiedi se è proprio necessario e perchè mai trattieni un generoso, spontaneo, abbagliante vaffan..!